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mercoledì 20 giugno 2012

IL CIOCCOLATO FA BENE: MANGIARE IL CIOCCOLATO NERO O FONDENTE RIDUCE IL RISCHIO DI INFARTO E ICTUS


I dolci possono soddisfare il nostro bisogno istantaneo di gratificazione, ma possono portare a peggiori conseguenze, soprattutto se le quantità assunte sono notevoli. E' opinione diffusa che bisogna stare attente alle calorie assunte. Ma alle volte le cose cambiano in meglio. Adesso uno studio scientifico recente potrebbe far gioire gli amanti del cioccolato nero o fondente, poiché suggerisce che mangiarlo ogni giorno per dieci anni ridurrebbe la probabilità di infarto e colpi apoplettici in pazienti grandemente esposti a questi rischi.

Per strano che possa sembrare, l’assunzione di cioccolato fondente in maniera continuativa, anche se controllata ed in piccole dosi, potrebbe portare ad una situazione inaspettata, garantendo una certa protezione alle persone a rischio di infarto; questo è quanto emerge da una ricerca che viene dall’Australia dove un team di esperti nel campo delle ricerche alimentari ha messo a punto un modello matematico, che predice quello che sarebbe l’impatto a lungo termine dell’assunzione di cioccolato fondente. Lo studio è stato eseguito su 2013 persone che soffrono di una condizione chiamata sindrome metabolica, la quale le espone ad alto rischio di sviluppare malattie cardiache.
I ricercatori hanno scoperto che nel miglior scenario possibile – intendendo con questo che nessun paziente abbia mai omesso di assumere la sua porzione giornaliera – questo particolare trattamento eviterebbe potenzialmente 70 casi di infarto non mortali e 15 mortali oppure colpi apoplettici per circa 10.000 persone, per un periodo di più di dieci anni.

Il modello statistico suggerisce inoltre che mettere in atto questa efficace strategia di prevenzione basata sul cioccolato fondente risulterebbe anche essere abbastanza economico, stimando la spesa in circa 35 euro l’anno a testa.

Tuttavia va sottolineato che i benefici di questo tipo di protezione si sono mostrati evidenti solo per il cioccolato fondente, che contenga almeno il 60/70% di cacao e dunque non per il cioccolato al latte o per quello bianco. Ciò pare sia dovuto agli alti livelli di flavonoidi, che risultano presenti solo nel cioccolato fondente.

Prima che qualcuno si entusiasmi troppo e corra a comprare il cioccolato nero bisogna sottolineare che altri esperti, i quali però non hanno fatto parte di questa ricerca, hanno dichiarato di andarci piano: “La raccomandazione per l’uso quotidiano di cioccolato fondente ecciterà sicuramente le persone affette da sindrome metabolica, ma dobbiamo dire che queste scoperte allo stato attuale sono più teoriche che reali e certamente i risultati dichiarati dovranno essere poi supportati da prove sul campo” - dice Kenneth Ong del Brooklyn Hospital Center di New York. “Dal mio canto ho il sospetto che assumere cioccolato fondente ogni giorno per dieci anni possa avere anche altre conseguenze contrarie” - ed aggiunge - “perché l’aumento dell’assunzione sia di zucchero che di extra calorie potrebbe creare un impatto negativo su pazienti che siano in sovrappeso, per esempio, ma certamente sarebbe un problema insuperabile per quelli intolleranti al glucosio, tanto per dire le prime cose che mi vengono in mente”.

Tutti i partecipanti a questo studio, guidati da Christopher Reid nella Monash University di Melbourne avevano la pressione alta e la sindrome metabolica, ma nessuno aveva malattie cardiache in atto e nemmeno erano stati sottoposti ad alcun trattamento per diminuire la pressione sanguigna tramite medicinali.

Autore: R. D'Ancona © RIPRODUZIONE RISERVATA

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