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Tracce di arsenico nel succo di mela: allerta negli Usa


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Succo di mela,
succo all’arancia, succo alla pesca: sono tra le bevande più in voga
ed apprezzate da bambini ed adolescenti.
Dietro questi
drink però si nasconde un dark side: il succo di mela, venduto negli
Stati Uniti, contiene tracce di arsenico.
Si tratta di quantità talmente
minime che la Food and Drug Administration per anni ne ha consentito
il consumo.
Oggi, l’autorità
federale preposta al controllo della sicurezza

alimentare, ha imposto nuovi stringenti limiti al livello di arsenico
consentito nel succo alla mela, pur sottolineando la non pericolosità
del prodotto.
L’ “INGREDIENTE ARSENICO” NEL
SUCCO
Numerosi studi hanno dimostrato che il
succo di mele contiene livelli molto bassi di arsenico, un agente
cancerogeno che si rinviene in numerosi contesti: dall’ acqua, al
terreno, ai pesticidi. L’FDA ha monitorato, per decenni, la presenza
di arsenico nel succo di mela escludendone la pericolosità per via
delle piccole dosi in esso contenute.
Oggi, il limite ammesso nel succo è
cambiato: con il nuovo regolamento, il succo di mela che contiene più
di 10 parti per miliardo potrebbe essere rimosso dal mercato e
l’azienda che lo produce potrebbe incorrere in sanzioni ed azioni
legali.
Il commissario della FDA, Margaret
Hamburg, in un’intervista all’Associated Press, ha sottolineato la
scarsa pericolosità dei prodotti: “nel complesso l’offerta di
succo di mela è molto sicuro e non rappresenta una minaccia per la
salute pubblica”, ha detto, “abbiamo deciso comunque di proporre
questo livello di azione per assicurare la costante sicurezza e la
qualità del prodotto”.
L’arsenico è anche noto per il suo
potere cancerogeno anche se non sono ancora del tutto chiare le dosi
che possono costituire un reale pericolo per la salute pubblica.
Le associazioni che difendono gli
interessi dei consumatori, invece, non approvano completamente le
misure adottate dalla FDA.
“Noi avevamo proposto un limite
inferiore alla quantità di arsenico presente nel prodotto”, ha
detto Urvashi Rangan, direttore del gruppo per la sicurezza dei
consumatori.
Anche i gruppi ambientalisti si sono
uniti alla preoccupazione dei consumatori ricordando che
l’atteggiamento più giusto da adottare consiste nel bere piccole
quantità di succo, in maniera dilazionata nel corso del tempo.
Le associazioni di categoria, inoltre,
concordano sul fatto che i bambini sotto i 6 anni non dovrebbero bere
molto succo (non solo per la presenza di arsenico) ma anche perché
il prodotto è ad alto contenuto di calorie.
L’American Academy of Pediatrics ha
detto, infatti, che i più piccoli dovrebbero mangiare frutta e
seguire un’alimentazione più equilibrata ed accompagnata da una sana
e quotidiana attività fisica.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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