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giovedì 28 novembre 2013

La fisioterapia: di gruppo o individuale?


Problemi ortopedici acuti e cronici e problemi neurologici più o meno degenerativi: questi i più frequenti motivi per cui si rende necessario un ciclo più o meno duraturo di sedute fisioterapiche.


Ma come avvengono queste sedute? Solitamente è necessario recarsi in uno studio specializzato dove uno specialista accompagna il soggetto negli esercizi e nell'eventuale uso di attrezzi ginnici.

Quando il trauma è abbastanza grave da impedire che il paziente possa spostarsi, è possibile affidarsi a delle sedute domiciliari con il fisioterapista che si reca a casa del paziente per tutto il periodo necessario al recupero fisico, ma se il problema può essere risolto facilmente lo specialista si impegna ad insegnare al paziente gli esercizi da fare così che egli possa portare avanti la terapia a casa propria e senza bisogno di avere uno specialista accanto per tutto il tempo di recupero (che se è lungo, può comportare anche una spesa importante).

Nel caso in cui ci si debba recare ad un centro di riabilitazione è possibile che vengano consigliate sedute individuali o di gruppo, in base al problema individuale.

In cosa consistono le sedute individuali e quando vengono consigliate?

Quando il trauma è in una fase acuta, come nel caso di fratture ossee o tendinee o sono presenti patologie specifiche che hanno bisogno di cure e attenzioni particolarmente approfondite, il paziente viene sottoposto alla cura individuale di un fisioterapista che per un'ora o due a settimana si occupa esclusivamente del suo problema fino a quando la fase acuta non cessa.

Anche nel caso in cui il problema è genetico e il soggetto, spesso un bambino, si ritrova a dover sostenere lunghe ore di ginnastica tesa alla risoluzione di un disturbo presente sin dalla nascita, le prime sedute sono senz'altro individuali.

Ma cosa accade quando la fase acuta termina? 

Nel momento in cui la fase acuta è risolta, ma è comunque necessario continuare una riabilitazione per far sì che l'apparato scheletrico o muscolare mantenga o recuperi la forza e la scioltezza originale, può essere opportuno affidarsi a delle terapie di gruppo.

In questo modo infatti più pazienti (da 3 a 5 individui) con patologie simili possono portare avanti insieme un lavoro riabilitativo sempre controllato e gestito da uno specialista, che elaborando lo stesso programma per più pazienti può organizzare il suo tempo così da dedicarsi a più soggetti che ne hanno bisogno.

Le terapie di gruppo hanno anche un importante valore psicologico. Infatti alcune patologie degenerative che richiedono un impegno continuativo nella fisioterapia possono indurre il paziente a socializzare con coloro che hanno subito le stesse difficoltà e con i quali può condividere le proprie esperienze riuscendo così anche a vivere il disagio con minori ostacoli dal punto di vista psichico.

Questo avviene ad esempio per i pazienti malati di Morbo di Parkinson, i quali hanno bisogno di una fisioterapia continua, ma specialmente coloro che non hanno iniziato subito un programma riabilitativo, ritrovandosi così a doverne affrontare uno quando la disabilità è ormai avanzata, provano spesso uno stato di imbarazzo che il fisioterapista può aiutare a superare.

La fisioterapia di gruppo è poi indicata nei casi di mantenimento quando sono presenti situazioni di artriti o artrosi che non devono peggiorare; anche questi comuni problemi possono essere affrontati in modo più che soddisfacente insieme ad altri pazienti.

In alcuni casi, solitamente in seguito a traumi gravi dovuti ad incidenti stradali, al paziente viene consigliato un programma suddiviso in due parti: la prima caratterizzata da sedute individuali che possano aiutare il soggetto a superare la condizione di difficoltà iniziale e la seconda costituita da una serie di sedute di gruppo che pur continuando a lavorare sul problema alleggerisce psicologicamente il peso della terapia.

Non si può dire in assoluto se sia meglio seguire una terapia individuale o di gruppo; la scelta spetta sempre allo specialista che in base alla gravità del problema e alla condizione psico-fisica del soggetto opterà per una o per entrambe le soluzioni cercando comunque in ogni caso di trasformare il tempo necessario per una terapia in un momento di importante attenzione per il proprio corpo e (in alcuni casi) di piacevole condivisione di tempo ed esperienze.

Testo a cura del Centro Fisioterapia Roma ®

Via Aurelia, 429
00165  -  Roma
Telefono 06 / 66 018 356

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