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martedì 18 ottobre 2011

Ho Visto "Mezzanotte a Parigi". Ecco Quello Che Ne Penso


Finalmente sono riuscita a vedere il nuovo film con Woody Allen alla regia e alla sceneggiatura.

Mezzanotte a Parigi (Midnight in Paris) è un film del 2011, quindi recentissimo, la cui anteprima mondiale è avvenuta al Festival di Cannes.

Il film mi è piaciuto veramente tanto.

Ho adorato fin dall'inizio la scelta degli attori che non sono mai stati sopra le righe.
Li ho trovati perfetti per mettere in risalto la storia ed i suoi contenuti.

Voglio parlarvi di questo film, perchè ha suscitato in me una riflessione su alcuni temi particolari.

La storia gira attorno ad un ragazzo americano, Gil, che si trova a Parigi con la sua ragazza ed un gruppo di amici.

Nella vita Gil è uno sceneggiatore di successo ad Hollywood.
Ma decide che è tempo di scrivere il suo primo romanzo, anche se in questo viene osteggiato da amici e soprattutto dalla fidanzata, che ritengono il lavoro di sceneggiatore migliore rispetto alla carriera di scrittore.


In questo senso Parigi si rivela il posto giusto da cui trarre ispirazione.

Infatti il protagonista della nostra storia si trova improvvisamente catapultato nella Parigi degli anni venti. Periodo che Gil adora e nel quale avrebbe voluto vivere.

In questa Parigi nostalgica e surreale è possibile incontrare artisti e scrittori del calibro di Ernest Hemingway, Gertrude Stein, Salvador Dalí, F. Scott Fitzgerald, Pablo Picasso, etc..

Gil viene a contatto con tutte queste personalità che lo consigliano sul romanzo che sta scrivendo.
Stringe anche una stretta amicizia con una donna: Adriana.
Ed è proprio assieme a questa donna che il protagonista della storia matura una migliore consapevolezza di se stesso e della vita.

Grazie alla colonna sonora del film ed alle varie tracce musicali mi sono sentita io stessa catapultata in un passato, che fin troppo spesso il sentire comune idolatra e rimpiange come il “glorioso passato ormai perduto”.

Pensandoci bene è sempre stato così e forse sempre lo sarà.
Si preferisce stare immobili, vegetali, nel proprio presente a rimpiangere un passato che si conosce solo per sentito dire, piuttosto che vivere il presente cercando di costruire un futuro tutto da scrivere.




Io lo trovo un film sull'accettazione personale.
Sul prendere coscienza del proprio IO e della propria posizione nel mondo.

Inoltre l'ho trovato un meraviglioso inno all'amore.

Che sia passato, presente o futuro non bisogna mai smettere di cercare, cercare e cercare l'amore.

Sposarsi, per paura di restare sole o di non riuscire a trovare di meglio, è uguale a non vivere.
Lo trovo del tutto analogo al rifugiarsi costantemente nel passato.

Sono impaziente di sentire le vostre sensazioni a riguardo di "Midnight in Paris".
Mi raccomando, fatevi sentire nei commenti!

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